<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Omogenitorialità Archives - Consultorio Crescereinsieme</title>
	<atom:link href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it/category/omogenitorialita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.consultoriocrescereinsieme.it/category/omogenitorialita/</link>
	<description>Ascolto e sostegno</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 May 2019 15:51:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.3</generator>
	<item>
		<title>Famiglie omogenitoriali,  discriminazione sociale e pregiudizi</title>
		<link>https://www.consultoriocrescereinsieme.it/famiglie-omogenitoriali-discriminazione-sociale-e-pregiudizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lazerpanda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2018 15:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omogenitorialità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.consultoriocrescereinsieme.it/?p=1211</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le famiglie omogenitoriali devono affrontare un compito evolutivo supplementare rispetto alle altre famiglie e confrontarsi con le credenze socialmente condivise sulla legittimità o meno delle loro forme familiari. Il legame allo schema di famiglia tradizionale ancorato in ognuno di noi, crea di fatto una resistenza sociale, culturale, politico-legislativa, che riproduce stereotipi omofobici. Questi aspetti si [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it/famiglie-omogenitoriali-discriminazione-sociale-e-pregiudizi/">Famiglie omogenitoriali,  discriminazione sociale e pregiudizi</a> appeared first on <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it">Consultorio Crescereinsieme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1211"></span></p>
<p>Le famiglie omogenitoriali devono affrontare un compito evolutivo supplementare rispetto alle altre famiglie e confrontarsi con le credenze socialmente condivise sulla legittimità o meno delle loro forme familiari. Il legame allo schema di famiglia tradizionale ancorato in ognuno di noi, crea di fatto una resistenza sociale, culturale, politico-legislativa, che riproduce stereotipi omofobici. Questi aspetti si configurano, sia per i genitori omosessuali sia per i bambini e le bambine che crescono in nuclei omogenitoriali, come potenti stressors, che a lungo andare, potrebbero avere risvolti disfunzionali non tanto legati alla specifica configurazione familiare o genitoriale, quanto più che altro all’interferenza sul sistema familiare/genitoriale dei fattori di rischio introdotti dalla continua reiterazione di processi di discriminazione. Steele e Aronson [1995] hanno elaborato un modello teorico, lo Stereotype Threat (minaccia legata agli stereotipi): le persone appartenenti ad uno specifico gruppo sociale (in questo  caso  le coppie omosessuali e i figli di omosessuali), contraddistinto dall&#8217;attribuzione di tratti afferenti ad uno stereotipo negativo, sono messi nelle condizioni di vivere un forte stato d’ansia, derivante dalla paura di confermare il pregiudizio che vige nei loro confronti.</p>
<p>Tale stato d’ansia ha delle notevoli ricadute sulla strutturazione di comportamenti che potrebbero andare proprio nella direzione di confermare il pregiudizio esistente (profezie che si autoavverano). Seguendo questa logica, possiamo considerare che per i bambini che vivono in nuclei omogenitoriali, più che le dinamiche familiari, sono la stigmatizzazione, il pregiudizio e la discriminazione ad esercitare un’eventuale influenza negativa, come effetto diretto dell’eterosessismo più accettato a livello sociale e culturale (Taurino, 2012).</p>
<p>Forme di discriminazione: «Nella mia esperienza personale, racconta Ilaria Trivellato, mamma arcobaleno di Casalecchio in Emilia, non ho mai incontrato persone maldisposte. Ma c’è molta impreparazione, incapacità di affrontare la diversità familiare. Te la dico così: i nostri bambini entrano a scuola che hanno due mamme, escono che non hanno un papà. Entrano con una loro specificità e peculiarità, escono che hanno qualcosa di meno rispetto agli altri. Come è possibile? Il fatto è che qualsiasi nucleo familiare che ci si presenta davanti lo paragoniamo a quello che consideriamo la norma padre/madre. E quindi sarà sempre mancante di qualcosa. Non diverso, peggiore.  Eppure la famiglia composta da madre e padre è una costruzione sociale come altre, soggetta a cambiamenti».</p>
<p>E così capita che i genitori arcobaleno debbano avere la risposta pronta, per ricordare a tutti che le famiglie sono di tanti tipi. Ecco Francesca, l’altra mamma di M. e N.: «Mi ricordo un giorno che ho portato M. a scuola e una mamma, che non mi ha visto, indica mio figlio e dice a un’altra mamma che le era vicino: “È quello lì, robe dell’altro mondo”. Mi sono avvicinata e le ho detto: “Di questo mondo signora, di questo mondo. Noi siamo qui e siamo di questo mondo”. Lei è subito scappata via, la sua vicina mi ha guardato e mi ha detto: “Andiamo a prenderci un caffè?”. Le ho risposto sì, grazie. E siamo diventate amiche» [Tebano, 2015].</p>
<p>Un altro stereotipo riguarda l&#8217;idea che l&#8217;orientamento sessuale dei genitori influenzi quello dei figli in quanto le coppie omogenitoriali non possono consentire nei figli l&#8217;identificazione di genere diverso. In realtà nella costruzione della propria identità, i bambini non sono influenzati solo dai propri genitori ma da una molteplicità di modelli e di figure. Tanto è vero che lesbiche e gay provengono da famiglie qualsiasi e i ricercatori non hanno mai individuato tratti specifici nei loro genitori.</p>
<p>Diversi studiosi hanno evidenziato come i figli di coppie omosessuali, rispetto a quelli di coppie eterosessuali, si trovano di fronte a una maggiore stigmatizzazione sociale, ad atti di bullismo e a discriminazioni [Bottino, Danna, 2005; Ruspini, Luciani, 2010]. Questo potrebbe naturalmente far presupporre che le loro relazioni sociali siano difficili e, in alcuni casi, dolorose. Forse, la cosa migliore che potremmo fare per questi bambini, collettivamente, è quello che suggerisce Cafasso [2015] nel suo libro: smettere di vederli per quello che non sono («figli mancanti») e iniziare a guardarli come un pezzo di questo mondo che cambia.</p>
<p style="text-align: right;">Gisella Pricoco<br />
Mediatrice Familiare</p>
<p>The post <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it/famiglie-omogenitoriali-discriminazione-sociale-e-pregiudizi/">Famiglie omogenitoriali,  discriminazione sociale e pregiudizi</a> appeared first on <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it">Consultorio Crescereinsieme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mancanza di tutele legali nel nostro Paese per le famiglie omogenitoriali</title>
		<link>https://www.consultoriocrescereinsieme.it/mancanza-di-tutele-legali-nel-nostro-paese-per-le-famiglie-omogenitoriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lazerpanda]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 16:20:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omogenitorialità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.consultoriocrescereinsieme.it/?p=1205</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le coppie di genitori omosessuali, al pari di quelle etero, litigano, si lasciano, possono rompere la loro unione e possono affrontare la loro separazione in modo costruttivo o conflittuale. E, a fronte di un rapporto di coppia che si rompe e di figli da crescere, possono avere bisogno di un percorso di Mediazione Familiare. Ma [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it/mancanza-di-tutele-legali-nel-nostro-paese-per-le-famiglie-omogenitoriali/">Mancanza di tutele legali nel nostro Paese per le famiglie omogenitoriali</a> appeared first on <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it">Consultorio Crescereinsieme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1205"></span></p>
<p>Le coppie di genitori omosessuali, al pari di quelle etero, litigano, si lasciano, possono rompere la loro unione e possono affrontare la loro separazione in modo costruttivo o conflittuale. E, a fronte di un rapporto di coppia che si rompe e di figli da crescere, possono avere bisogno di un percorso di Mediazione Familiare. Ma per poter mediare le coppie omogenitoriali e individuare le modalità professionali più opportune, è importante conoscere gli aspetti che caratterizzano queste coppie, approfondire le discriminazioni, affrontare gli stereotipi, indagare i nostri stessi pregiudizi.</p>
<p>Una delle considerazioni è che le famiglie omogenitoriali sono diverse dalle altre perché non sono riconosciute dallo Stato. I genitori non possono entrambi esercitare gli stessi diritti e doveri dei genitori eterosessuali sulla prole e i bambini che crescono in queste famiglie non possono godere delle stesse tutele rivolte a tutti gli altri bambini italiani. I nuclei omogenitoriali vivono processi di scollamento tra la “normalità” vissuta nella quotidianità delle proprie vite familiari e la “non normalità” rimandata dai luoghi sociali e istituzionali di appartenenza, attraverso il non riconoscimento giuridico e lo stigma sociale. Nel nostro Paese il genitore è, nel caso delle coppie lesbiche, la mamma che partorisce; nel caso delle coppie gay è il papà con cui c’è un legame biologico [Bottino, Danna, 2005; Lollini 2011] e questo può avere implicazioni e conseguenze negative, soprattutto per i bambini e bambine che crescono in queste famiglie [Lampis, De Simone, 2015].</p>
<p>La carenza di tutela riguarda:<br />
a) Il riconoscimento giuridico solo del genitore biologico e non di quello sociale, con ciò che ne consegue nella gestione della vita ordinaria.<br />
b) L&#8217;esclusione del co-genitore, in assenza di delega del genitore biologico, nelle micro-organizzazioni della vita quotidiana (scuola, servizi educativi, sociali, sanitari: ricoveri ospedalieri, l’incontro con gli insegnati, il medico, il datore di lavoro ecc. ).  Questo alimenta le dinamiche di stigmatizzazione e discriminazione.   Bastianoni e Baiamonte hanno evidenziato che spesso le eventuali problematiche dei genitori omosessuali e dei loro figli erroneamente sono stati attribuiti alla forma familiare, senza considerare che molte di queste derivano dal fatto di vivere in un contesto socio-culturale altamente discriminante. [Bastianoni, Baiamonte, 2015]<br />
c) In caso di separazione: il co-genitore non ha obbligo di mantenimento del figlio/a del partner, così come non viene riconosciuto alcun diritto/dovere di accesso al figlio del partner<br />
d) In caso di morte del genitore non biologico il figlio non biologico viene escluso dall&#8217;asse diretto della successione ereditaria sia del genitore non biologico che dei suoi parenti prossimi<br />
e) In caso di morte del genitore biologico e/o di separazione della coppia omogenitoriale, il figlio rischia la privazione della continuità affettivo/relazionale con il genitore non biologico</p>
<p>Ciò che preoccupa le famiglie omosessuali è che “la possibilità di stare vicino al bambino in ospedale o di seguirne l’andamento scolastico è legata alla disponibilità di medici e insegnanti”: mancando un riconoscimento giuridico viene a mancare anche il riconoscimento sociale. Per ovviare, in Italia, vista la mancanza di leggi a favore delle coppie di genitori omosessuali, è possibile formalizzare il riconoscimento del ruolo di co-genitore, quindi l’assunzione di diritti e di doveri che questo ruolo comporta, attraverso una scrittura privata. L’accordo privato non ha un valore coercitivo, ma indubbiamente rappresenta una volontà espressa liberamente anche dal genitore biologico per tutelare l’interesse del minore.</p>
<p style="text-align: right;">Gisella Pricoco<br />
Mediatrice Familiare</p>
<p>The post <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it/mancanza-di-tutele-legali-nel-nostro-paese-per-le-famiglie-omogenitoriali/">Mancanza di tutele legali nel nostro Paese per le famiglie omogenitoriali</a> appeared first on <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it">Consultorio Crescereinsieme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Considerazioni sulla genitorialità omosessuale</title>
		<link>https://www.consultoriocrescereinsieme.it/considerazioni-sulla-genitorialita-omosessuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lazerpanda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2018 15:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omogenitorialità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.consultoriocrescereinsieme.it/?p=1202</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per accostarci allo studio dell&#8217;omogenitorialità cercando di evitare opinioni pregiudizievoli, possono essere utili alcune riflessioni sul costrutto della genitorialità. Come chiarisce Fruggeri [Fruggeri, 2005], all&#8217;interno di una famiglia, anche di tipo nucleare fondata sul matrimonio e sulla continuità tra dimensione coniugale e genitoriale è possibile riscontrare una non necessaria congruenza, sovrapponibilità o consequenzalità tra: &#8211;  [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it/considerazioni-sulla-genitorialita-omosessuale/">Considerazioni sulla genitorialità omosessuale</a> appeared first on <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it">Consultorio Crescereinsieme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1202"></span></p>
<p>Per accostarci allo studio dell&#8217;omogenitorialità cercando di evitare opinioni pregiudizievoli, possono essere utili alcune riflessioni sul costrutto della genitorialità.<br />
Come chiarisce Fruggeri [Fruggeri, 2005], all&#8217;interno di una famiglia, anche di tipo nucleare fondata sul matrimonio e sulla continuità tra dimensione coniugale e genitoriale è possibile riscontrare una non necessaria congruenza, sovrapponibilità o consequenzalità tra:<br />
&#8211;  genitorialità e generatività: la genitorialità può esprimersi anche in assenza della generatività biologica, come nei casi delle famiglie adottive o nelle situazioni di affido familiare o presso una comunità residenziale<br />
&#8211; genitorialità e coniugalità: la funzione genitoriale può esprimersi anche in assenza di una relazione coniugale, come nel caso di ragazze madri/ragazzi padri, di vedovanza<br />
&#8211; genitorialità e matrimonio: la funzione genitoriale può esprimersi anche al di fuori del vincolo matrimoniale, come nei casi delle coppie di fatto, di separazioni o divorzio: la rottura dell&#8217;asse matrimoniale non determina in sé l&#8217;interruzione della capacità genitoriale<br />
&#8211; genitorialità e unicità del nucleo familiare: le famiglie allargate, ricostituite, che si articolano su nuclei differenti, intersecati tra loro, testimoniano che l&#8217;esercizio genitoriale non è ancorato ad un unico nucleo familiare<br />
&#8211; genitorialità e differenze di genere e differenze di ruolo coniugale: le funzioni genitoriali possono essere esercitate anche in contesti familiari in cui i ruoli coniugali non sono esclusivamente legati a generi differenti dei partner, come nel caso di coppie/famiglie omosessuali.</p>
<p>Su questa base la Butler afferma, criticamente, che il riconoscimento del fatto che la famiglia si fonda in modo naturale sul matrimonio, che il matrimonio è (e dovrebbe rimanere) un&#8217;istituzione basata su un legame eterosessuale e che la funzione genitoriale è adeguata solo se esercitata all&#8217;interno di una riconosciuta e riconoscibile forma familiare, è frutto di rappresentazioni e di credenze arbitrarie [Butler, 2004]. Questo focalizza l&#8217;attenzione sull&#8217;esistenza di una realtà multiforme ed evidenzia che non possiamo catalogare come disfunzionale tutto quello che dèvia dal modello coniugale nucleare di tipo eterosessuale.</p>
<p>“Fare famiglia” significa creare dei legami affettivi all’interno dei quali le persone sviluppano un senso sufficientemente stabile del sé e delle relazioni con gli altri. Questi legami si trasformano nel tempo, in relazione alla gestione dei compiti di sviluppo e di eventi critici, ma costituiscono un substrato fondamentale sul quale ci possiamo “fondare” come persone e sul quale si assesta il nostro benessere psicologico. È grazie ai legami affettivi familiari che possiamo esplorare il mondo sentendoci protetti, riconoscendo un punto di riferimento a cui poter tornare e su cui il bambino può formare la sua personale identità.</p>
<p>La famiglia funziona in modo adeguato e gestisce la genitorialità in modo funzionale se al suo interno si attivano processi e contesti di sviluppo positivi per i suoi componenti [Lampis, De Simone, 2015]. E allora ci si può chiedere se il solo criterio della &#8220;forma familiare&#8221; può davvero essere l’unico su cui basarsi per valutare il funzionamento di una famiglia e le eventuali ricadute sullo sviluppo psicoaffettivo dei figli o se non sia invece più importante un’attenta riflessione sulla centralità e qualità dei legami affettivi all’interno di queste pluralità di forme familiari [Lalli, 2009, Taurino, 2007].</p>
<p>In questa prospettiva dovremmo dunque considerare che tutte le tipologie di famiglia possono essere dei contesti funzionali o, al contrario, disfunzionali e tutti i genitori, a prescindere dal loro orientamento sessuale, sono potenzialmente &#8220;sufficientemente buoni&#8221; o &#8220;non sufficientemente buoni&#8221; [Winnicott, 1974].</p>
<p style="text-align: right;">Gisella Pricoco<br />
Mediatrice Familiare</p>
<p>The post <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it/considerazioni-sulla-genitorialita-omosessuale/">Considerazioni sulla genitorialità omosessuale</a> appeared first on <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it">Consultorio Crescereinsieme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Parliamo di famiglie omogenitoriali</title>
		<link>https://www.consultoriocrescereinsieme.it/parliamo-di-famiglie-omogenitoriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lazerpanda]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jun 2018 16:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omogenitorialità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.consultoriocrescereinsieme.it/?p=1198</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia la famiglia è da secoli fondamento vivo del nostro sistema sociale, naturalmente influenzata dai fattori socio-economici, culturali e di costume. Questi attraversano la storia e determinano evoluzioni e cambiamenti, anche se le trasformazioni dei nostri schemi rappresentativi, ancorati al nostro mondo interiore e alla nostra storia, procedono più lentamente della mentalità sociale. Un [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it/parliamo-di-famiglie-omogenitoriali/">Parliamo di famiglie omogenitoriali</a> appeared first on <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it">Consultorio Crescereinsieme</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1198"></span></p>
<p>In Italia la famiglia è da secoli fondamento vivo del nostro sistema sociale, naturalmente influenzata dai fattori socio-economici, culturali e di costume. Questi attraversano la storia e determinano evoluzioni e cambiamenti, anche se le trasformazioni dei nostri schemi rappresentativi, ancorati al nostro mondo interiore e alla nostra storia, procedono più lentamente della mentalità sociale.</p>
<p>Un cambiamento significativo è stato determinato quasi cinquanta anni fa dall&#8217;introduzione della L. 898/1970 sul divorzio, che ha introdotto una diversa visione del matrimonio, non più legame indissolubile. Da allora ad oggi sono intervenuti cambiamenti importanti nella visione della famiglia tradizionale eterosessuale, alla quale tutti ancora tendenzialmente ci riferiamo.</p>
<p>Oggi i cambiamenti nelle modalità di “fare famiglia”, con l’aumento dell’instabilità coniugale, delle convivenze, delle famiglie ricomposte e dei figli nati fuori dal vincolo matrimoniale, ci stanno portando progressivamente al distacco da un modello composto da due genitori eterosessuali e dai loro figli. Non a caso parliamo sempre più di Famiglie al plurale, consapevoli dei diversi modelli in essere che richiedono un approccio pluralista e non stigmatizzante.</p>
<p>La legge Cirinnà (L.76 del 20/05/2016) ha istituito l&#8217;unione civile tra persone dello stesso sesso e disciplinato le unioni di fatto, riconoscendo per la prima volta in Italia diritti e doveri delle coppie omosessuali che scelgono di formalizzare la loro unione.</p>
<p>Oggi ci confrontiamo sia con forme familiari nuove (nuclei monoparentali, famiglie ricomposte, famiglie omogenitoriali, famiglie plurietniche) che con situazioni di genitorialità nuove: bambini cresciuti da genitori non sposati, adottivi o affidatari, bambini che vivono con altre figure familiari o all’interno di famiglie ricostituite, con fratelli da letti diversi e di bambini – pur se tra ostacoli legislativi e culturali ben presenti – di genitori omosessuali, che secondo una indagine dell&#8217;Arcigay (2005) patrocinata dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità, rappresentano in Italia oltre 100mila bambini (2 milioni negli Usa).</p>
<p>Incontriamo nelle scuole, nei consultori, tra i colleghi, nel vicinato, coppie LGBTQ (acronimo di Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans (transessuali/transgender), Queer), famiglie omogenitoriali di prima costituzione, in cui il progetto di genitorialità è nato dalla coppia omosessuale, oppure ricostituite quando i figli provengono da una precedente relazione eterosessuale [Speranza, 2015].</p>
<p>Nel passato le forme familiari che si costituivano secondo modelli diversi da quella nucleare, erano ritenute forme incomplete, quando non portatrici di patologia e studiate come &#8220;casi&#8221; dalle varie branche della indagine clinica: questo accadeva in un contesto sociale caratterizzato dalla cultura della devianza. La rigorosa critica epistemologica e metodologica a cui è stata sottoposta la ricerca scientifica in questo ambito e il costituirsi dei membri di queste famiglie come minoranze attive che rivendicano il riconoscimento sociale della loro specificità (associazioni gay, genitori separati, famiglie ricomposte ecc.), hanno contribuito al passaggio dalla cultura della devianza alla cultura della differenza, che riconosce la molteplicità con cui le persone organizzano i propri rapporti primari [Fruggeri, Mancini, 1998].</p>
<p>I segnali che indicano come questa cultura della differenza si stia diffondendo, oltre che dalla ricerca scientifica, arrivano anche dal contesto normativo. Nel 2016 la Corte di Cassazione conferma la decisione della Corte di appello di Torino, che aveva ordinato all&#8217;Anagrafe di trascrivere l&#8217;atto di nascita di un bambino nato con la fecondazione assistita da due donne sposate in Spagna. La sentenza afferma che:“La regola secondo cui è madre colei che ha partorito, a norma del III comma dell&#8217;art.269 c.c., non costituisce un principio fondamentale di rango costituzionale, sicché è riconoscibile in Italia l&#8217;atto di nascita straniero dal quale risulti che un bambino, nato da un progetto genitoriale di coppia, è figlio di due madri (una che lo ha partorito e l&#8217;altra che ha donato l&#8217;ovulo), non essendo opponibile un principio di ordine pubblico desumibile dalla suddetta regola”. Per la Cassazione è prevalso l&#8217;interesse del minore ad avere entrambi i genitori, anche se omosessuali, perché non esiste alcun “divieto costituzionale” che impedisce alle coppie dello stesso sesso “di accogliere e generare figli”.</p>
<p>In seguito, altri Comuni italiani hanno cominciato a seguire la linea di Torino. Nei primi giorni di luglio 2018 la Cassazione ha confermato la decisione della Corte di Appello di Palermo con cui l&#8217;ex compagna (coppia di donne lesbiche) potrà continuare a vedere le figlie minorenni dell&#8217;altra donna con incontri programmati e stabiliti dal giudice per un pomeriggio a settimana e due weekend al mese, evidenziando che il procedimento “non è volto a risolvere un conflitto tra diritti del genitore e di un’altra persona adulta, posti su un piano paritario, bensì preordinato all’esigenza prioritaria di tutela degli interessi del minore”, trattandosi di persona che aveva precedente rapporto affettivo con la loro madre e con le minori medesime. Viene quindi rigettato il ricorso della madre che riteneva la ex compagna “non legittimata in quanto non parente” delle minori.</p>
<p>Negli Stati Uniti, come in molti altri Paesi europei, le coppie omosessuali possono sposarsi, adottare o avere figli. In Italia il primo passo, come sopra detto, è stato il riconoscimento delle coppie omosessuali come unioni civili, con la Legge N. 76 del 20/05/2016, che però non ha ammesso la possibilità di una genitorialità biologica per le coppie dello stesso sesso.</p>
<p>Siamo dunque di fronte a nuove realtà familiari, oggi presenti anche nel nostro contesto sociale, che richiedono una maggiore conoscenza, di ripensare alle teorie, alle categorie e ai linguaggi attraverso cui si costruiscono i discorsi sul “familiare”, a partire dai significati che noi gli attribuiamo.</p>
<p style="text-align: right;">Gisella Pricoco<br />
Mediatrice Familiare</p>
<p>The post <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it/parliamo-di-famiglie-omogenitoriali/">Parliamo di famiglie omogenitoriali</a> appeared first on <a href="https://www.consultoriocrescereinsieme.it">Consultorio Crescereinsieme</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
